ONORA IL PADRE E LA MADRE
Lavora, produci, consuma. A ritmo martellante, a passo serrato, si è imposto questo imperativo trinomio nella società, a cui fa seguito una mancanza sempre maggiore di spazio, considerazione e attenzione per gli anziani, considerati uno esoso impegno di tempo e una infruttuosa e costosa perdita di denaro.
Gli anziani infatti non rispondono più alla incalzante marcia imposta dal liberismo e ai dettami del capitalismo. È l'attuale società dunque che li considera e li fa considerare un peso, irriconoscente dell'importanza e del ruolo da essi rivestito in quanto allora lavoratori o genitori.
La figura dell’anziano, la nostra prospettiva in divenire, ha sempre ricoperto un’importanza centrale nella cultura dell’occidente. Ha sempre svolto la missione di un testimone dei tempi e di ispiratore di saggezza e di consigli. Oggi nella società post-moderna, disordinata ed egoista, gli anziani vengono relegati ai margini della comunità ed emarginati dentro alienanti strutture para-ospedaliere. I governanti di oggi, di certo, non aiutano le condizioni dei nostri nonni, i quali bisognosi di sussidi economici e di assistenza vengono, invece, soverchiati da una realtà fatta di pensioni sociali del tutto inadeguate e di strutture insufficienti. In Italia le persone sopra i 65 anni sono il 25% della popolazione totale, e le strutture ed i mezzi economici per far fronte alle loro esigenze sono decisamente insufficienti. Elemosine e assenza di progetti non garantiscono un futuro, ma offrono una prospettiva priva di speranze. I giovani precari di oggi saranno gli anziani di domani, privi di pensione e senza futuro. Il padre e la madre indicano il passato, il legame tra una generazione e l'altra, la condizione che rende possibile l'esistenza stessa di un popolo.