Materialismo e individualismo sempre più caratterizzano la società attuale, con la conseguente perdita di attenzione per i più deboli, oramai intesi come pesante zavorra da scaricare nel mare del liberismo ed ostacolo ai profitti di pochi.
L’Europa nel corso dei secoli ha sempre promosso i valori della giustizia sociale al fine di ottenere uno sviluppo economico equo e solidale teso al raggiungimento del bene comune, rifiutando l’egoismo e la logica del solo profitto che amplia sempre di più il divario tra poveri e ricchi.
In tempi di capitalismo selvaggio e di deregolamentazione dei mercati, gli unici obbiettivi a cui sembra necessario tendere sono l’accumulo di ricchezza e il soddisfacimento dei bisogni materiali. Il consumismo, l’ossessiva ricerca al benessere effimero e caduco, svuota le anime dai corpi e sradica le certezze del futuro.
Sempre più ci si convince che la pienezza del senso della vita lo si raggiunga attraverso un maggior accumulo di denaro che a sua volta può sconfinare in un diabolico circuito vizioso : l'ebbrezza dell'acquisto non necessario, per molte persone, rappresenta la meta da raggiungere facendo ricorso a prestiti bancari o addirittura all'usura, aderendo pertanto ad una ipocrita mentalità che si è quello che si ha.
Contro il materialismo imperante è necessario costruire un futuro libero dalla logica del profitto, libero dai folli tassi di interesse delle banche, che impediscono ai giovani di formare famiglie e costringono gli anziani all’indigenza.